Nonluoghi

Le periferie delle città si stanno riempiendo di “cattedrali del consumo” (come le ha definite il sociologo George Ritzer), ambienti che ci “incoraggiano” a consumare beni e servizi, dove si potrebbe vivere senza mai uscirne. Man mano che il numero di questi grandi centri commerciali aumenta, le piazze si svuotano ed i quartieri perdono la propria identità. Tra le cause di questi cambiamenti c'è anche la chiusura delle piccole attività (che non possono reggere la concorrenza della grande distribuzione) e l'abbandono dei luoghi tradizionali della vita sociale (la piazza e i suoi bar, il mercato, le botteghe, il centro storico). L' istinto dell'uomo alla socialità viene cosi indirizzato verso posti che favoriscono l’isolamento dell’individuo, in cui non si scambiano vere esperienze e non si intrecciano relazioni libere, ma dove invece si è costretti a imboccare percorsi predefiniti che portano inevitabilmente al consumo di un prodotto o di un servizio.

Il centro commerciale 8 Gallery è situato all’interno del Lingotto di Torino, in passato uno dei principali stabilimenti di produzione della FIAT. Lo stabilimento del Lingotto è stato per oltre mezzo secolo uno spazio produttivo per eccellenza, luogo chiuso, separato rispetto al tessuto sociale esterno e straordinariamente adattabile alle esigenze di organizzazione produttiva.

A partire dagli anni Ottanta, il nuovo consumismo ha trasformato una società di massa basata sulla produzione in una società individualistica basata sul consumo. Il Lingotto, da sistema chiuso della produzione, divenne “spazio aperto” dei servizi e dello scambio (aperto in tutti i sensi, spaziale e temporale, secondo la legge ipermoderna del “24 x 7”, della disponibilità totale, per chiunque, a tutte le ore in tutti i giorni della settimana). Da fabbrica a centro commerciale, dove la contiguità delle merci e dei servizi offerti, senza più le separazioni date dalla distanza, moltiplica le opportunità di consumo. Da luogo a non-luogo, nel quale in flussi disordinati la folla solitaria dei consumatori si sfiora ma non s'incontra, guarda ed è guardata ma non riconosce né è riconosciuta, spazio in cui ogni individuo diventa indifferenziato utente nel microcosmo delle merci.